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La storia

L’istituzione dell’Agenzia del Territorio, come delle altre Agenzie fiscali (Entrate, Demanio, Dogane), si deve al processo di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione realizzato nel tempo con l’emanazione di vari provvedimenti legislativi.

Nel caso specifico, il d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, relativo al decentramento di competenze agli Enti locali e il d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300 costituiscono il quadro normativo di riferimento entro cui si colloca, insieme alle altre Agenzie fiscali, l’istituzione dell’Agenzia del Territorio, divenuta pienamente operativa il 1° gennaio 2001.

Le competenze dell’Agenzia del Territorio sono sostanzialmente quelle ereditate dal precedente Dipartimento del Territorio e hanno ad oggetto il Catasto, i Servizi cartografici, la Conservazione dei Registri Immobiliari, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare e i Servizi Estimativi.

L’art. 66 del d.lgs. n. 112/98, inoltre, affida all’Agenzia il particolare compito di promuovere la costituzione dell’Anagrafe dei beni immobiliari e di favorire l’effettivo decentramento delle funzioni catastali agli Enti locali.

L’Agenzia è dotata, negli ambiti definiti dal proprio Statuto, di autonomia amministrativa, gestionale, organizzativa, patrimoniale e finanziaria. In questo assetto organizzativo il Ministero dell’Economia e della Finanze ha mantenuto poteri di indirizzo, controllo e verifica del raggiungimento degli obiettivi definiti con l’Agenzia tramite apposite Convenzioni triennali.

In funzione del contesto normativo, ispirato al principio di innovazione delle funzioni pubbliche secondo nuove modalità di gestione a carattere manageriale, l’Agenzia ha sin dall’origine avuto come riferimento i criteri di efficienza, efficacia, economicità e trasparenza operativa, per consentire non solo il perseguimento degli obiettivi istituzionali ma anche di quelli, specifici, di risultato.